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Ruanda


Membro ICO: 28

Specie botaniche: Arabica

Sacchi: da 60 kg

Fioritura: da settembre a dicembre

Raccolto: principale da febbraio a giugno

Metodo di raccolta: manuale

Esportazione: a partire da maggio

Porti d'imbarco: Mombasa

Produzione: 27 mila tonnellate


Pur essendo posizionato nella fascia equatoriale il Ruanda presenta un clima temperato avendo un'altitudine media di 1700 metri slm: la temperatura media è di 20°C e le precipitazioni sono principalmente concentrate in due stagioni (marzo-maggio e ottobre-dicembre) con rari periodi di siccità. Il terreno risulta particolarmente fertile, anche per la presenza di numerosi vulcani: il Parco nazionale dei Vulcani ne ospita ben cinque appartenenti alla catena dei monti Virunga.

La coltivazione del caffè inizia nel 1930 per opera del governo coloniale belga e oggi dà lavoro a circa 400 mila addetti con 70 milioni di alberi e una produzione di circa 27 mila tonnellate. La qualità del caffè verde, quasi esclusivamente di specie Arabica - varietà French Mission Bourbon, è apprezzata in tutto il mondo e la sua produzione costituisce oggi una delle principali fonte di reddito per l'economia del paese.

L'attività agricola resta invece insufficiente a sostenere l'intero fabbisogno della popolazione (il Paese è il più densamente popolato dell’Africa) e le importazioni superano di conseguenza le esportazioni totali; questo anche a causa del processo di desertificazione che ha colpito il paese dopo le guerre civili del 1994 e all’indiscriminato taglio di alberi effettuato dagli sfollati, oltre a un intenso sfruttamento dei terreni dovuto all’altissima densità della popolazione.

A ciò si devono aggiungere alcune criticità logistiche e geografiche che contribuiscono a rendere ancora più critica la già debole condizione economia del Ruanda. Tra queste spiccano un’insufficiente sistema di infrastrutture e la mancanza di sbocchi diretti sul mare.

Per questo motivo gran parte delle risorse degli ultimi anni da parte del governo locale sono stati indirizzati allo sviluppo di infrastrutture fondamentali che però ancora non sono state in grado di incidere in maniera sostanziale sulle possibilità finanziarie del Paese.

Ad oggi il paese si colloca infatti ancora tra i più poveri al mondo con un PIL pro capite di 732 $ e il settore agricolo, che un tempo impiegava il 90% della popolazione ruandese, nel corso degli anni ha subito un crollo drastico. Fino al 1990 questo settore incideva infatti per il 60% sul volume delle esportazioni totali, mentre nel 2001 contava solo per il 20% a causa della devastazione economica causata dal genocidio unita al crollo dei prezzi del caffè della seconda metà degli anni '90.

 

Oggi, con un programma decennale di sviluppo, il Ruanda sta diventando uno dei produttori di caffè più importanti e richiesti. I pregiati chicchi di quest'area sono richiesti da gran parte delle più grandi catene e commercializzati in tutto il mondo.

Il settore caffeicolo può oggi garantire un'occupazione stabile a circa 400mila famiglie di piccoli coltivatori che traggono il loro sostentamento da circa 70 milioni di piante con una produzione di circa 27mila tonnellate. Le piantagioni sono molto piccole e tutte insieme occupano solo 35000 ettari distribuiti ad un’altitudine tra i 900 e i 2400 m.

A creare alcuni problemi alla qualità del caffè vi è il rischio di riscontrare il “potato defect”, un aroma sgradevole che ricorda quello della patata cruda e che interessa singoli chicchi. Il difetto viene dato da un insetto di nime Antestia che rilascia delle pirazine all'interno del chicco conferendo questo gusto sgradevole.

 

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